Il padre dell’economica circolare in Campidoglio per una tre giorni dedicata al “Pianeta Acqua”. «Non ci rendiamo conto del luogo in cui viviamo». Approvato all’unanimità l’ordine del giorno che candida Roma a “Capitale dell’Acqua” delle città italiane. In foto di copertina Jeremy Rifkin con il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che qui sotto riceve il premio ANTER dal presidente Alessandro Giovannini.

Ripensare il concetto stesso di acqua, concependola non più come una risorsa da sfruttare o un bene da “imbrigliare” in canali, bensì come un patrimonio capace di generare vita, che deve essere protetto e valorizzato. Un nuovo modo di pensare, avallato da scienziati, sociologi ed economisti di cui Roma Capitale si impegna a essere portavoce in tutta Europa, supportando le tesi del padre dell’economia circolare e ambientalista Jeremy Rifkin.
Ospite d’onore in Aula Giulio Cesare, Rifkin ha aperto in Campidoglio una tre giorni dedicata al “Pianeta Acqua” che terminerà con i “Blue Awards 2026” organizzati dall’associazione Anter e dal Cetri-Tires. Durante l’evento saranno premiate le migliori idee per proteggere l’acqua e l’idrosfera planetaria suggerite dagli studenti romani. Un’iniziativa nata grazie al libro intitolato “Pianeta Acqua”, pubblicato da Rifkin nell’ottobre 2024, e al centro della lectio magistralis tenuta dallo stesso Rifkin dagli scranni dell’Assemblea Capitolina.
Del resto, come hanno ricordato il sindaco Roberto Gualtieri e la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli, Roma «è una città che è stata plasmata dall’acqua» e che ancora oggi si trova a fronteggiare problematiche come la siccità, le bombe d’acqua, l’erosione delle coste e le piene del fiume. Eppure, «senza il Tevere e senza il mare, Roma non sarebbe mai esistita». Nelle parole di Gualtieri, «troppo spesso dimentichiamo che Roma è una città di mare, relegando i nostri 17 chilometri di costa a un aspetto di cui deve occuparsi un solo municipio. Ma la realtà è ben diversa».
Lo stesso vale per l’acqua. «Quando gli uomini arrivarono sulla luna scattarono una foto che rivoluzionò il nostro modo di pensare: ci si aspettava un pianeta verde e invece abbiamo visto un pianeta tutto azzurro», ha esordito Rifkin, sottolineando che proprio qui sta il problema: «Non ci rendiamo conto del luogo in cui viviamo». Ponendo poi l’accento sugli “sbagli” compiuti negli ultimi secoli, ha affermato che «quello a cui assistiamo in questo momento storico, dal cambiamento climatico alle guerre, è il frutto di anni e anni di trivellazioni e sfruttamento dei combustibili fossili». Ma al clima, ha tuonato l’economista, «non interessa nulla della politica. Se non si cambia marcia, in un futuro non troppo lontano, sopravvivranno solo le città e gli Stati che si sono preparati. Non si può gestire tutto con un piano d’azione basato sull’estrazione mineraria».
Di un «impegno programmatico serio» in questa direzione si è discusso quindi nel Consiglio comunale straordinario riunito nel Palazzo Senatorio, alla presenza di Rifkin. Gli assessori Segnalini, Alfonsi e Patanè hanno elencato le attività già messe in campo e quelle in cantiere, come il progetto del nuovo tronco dell’acquedotto del Peschiera che permetterà il mantenimento di una pressione idrica costante senza ricorrere all’acqua dei laghi dei Castelli, o maggiori investimenti nel trasporto pubblico per l’acquisto di bus a idrogeno. A suggellare l’evento, l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno che candida Roma a “Capitale dell’Acqua” delle città italiane. (Fonte Fabio Beretta)
Roma – 4 marzo 2026












