La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia per non aver inviato, come previsto, l’aggiornamento sui progressi fatti per la riduzione degli inquinanti nell’ambito della Direttiva NEC. Vista la mancanza, Bruxelles ha formalmente richiesto che venga aggiornato il programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico, con una lettera di messa in mora (INFR(2025)2198).
L’assenza dell’aggiornamento italiano segnala un ritardo nelle politiche di riduzione dell’inquinamento atmosferico in un contesto in cui la qualità dell’aria continua a rappresentare una delle principali sfide ambientali e sanitarie del Paese. L’inazione su questo fronte non ha solo conseguenze per l’ambiente: l’inquinamento dell’aria è associato a migliaia di morti premature ogni anno, oltre a costi economici rilevanti legati alla spesa sanitaria, alla perdita di produttività e agli impatti su agricoltura ed ecosistemi. Eppure, il rinvio o l’indebolimento delle politiche per la qualità dell’aria vengono spesso giustificati nel dibattito politico con la necessità di evitare costi per l’economia e per alcuni settori produttivi.
L’Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere alla Commissione e colmare le lacune segnalate. In assenza di una risposta soddisfacente, Bruxelles potrà procedere con la fase successiva della procedura di infrazione, con l’emissione di un parere motivato
Leggi di più grazie a Cittadini per l’aria – 21 marzo 2026










