Esce a pochi giorni dalla scomparsa di Nicola Conenna il suo ultimo lavoro bibliografico.
Si tratta del “diario di bordo” di un lungo viaggio alla ricerca dell’energia pulita, della qualità della vita e del rispetto degli equilibri naturali. Un viaggio alimentato dall’idrogeno e ispirato alla BALLATA DEL MARE SALATO di Corto Maltese, omaggio al grandissimo scrittore e fumettista Hugo Pratt.

Si tratta di un lungo viaggio durato decenni che ha cercato di costruire una alternativa ai dannosissimi combustibili fossili che continuano a causare pesantissimi problemi all’ambiente, al pianeta e in definitiva agli esseri umani al cui sopravvivenza sul pianeta “acqua” diventa sempre più problematica e rischiosa. Nel nuovo modello energetico proposta dai geni come Nicola Conenna, l’energia primaria viene dal sole e l’idrogeno è un vettore in grado di dare continuità all’energia pulita e distribuita ma discontinua che il sole ci offre, perché permette di accunularla e offrirla all’uomo quando essa è richiesta.
L’idrogeno verde, quello cioè prodotto dall’acqua con elettricità da fonti rinnovabili mediante l’elettrolisi è molto versatile ed è in grado di intervenire in vari settori: residenziale, industria, trasporti energia etc. E il bello è che si tratta di una energia pulita e economica e praticamente illimitata. Nicola Conenna aveva già aperto gli occhi del mondo sulle possibilità infinite dell’idrogeno con il suo precedente lavoro “IDROGENO IL NUOVO ORO”

L’idrogeno può alimentare processi di combustione, bruciando come qualunque gas, oppure può essere ossidato a bassa temperatura nelle Fuel Cell (celle a combustibile), per produrre corrente elettrica. Può anche essere usato come combustibile nel trasporto pesante nell’aviazione, sulle navi grandi e piccole, i mezzi di trasporto stradale di grandi e piccole dimensioni.

L’idrogeno comporta la realizzazione di un modello energetico distribuito in grado di influenzare positivamente l’economia, perché ha un’altissima intensità occupazionale e concede all’essere umano, alla Piccola impresa, ai Comuni, alle associazioni sul territorio di conseguire quella sovranità energetica che poi diventa anche economica e politica. L’Università dell’idrogeno creata nel 2006, quest’anno compie 20 anni e porta al suo attivo la creazione di due impianti sperimentali ma effettivamente funzionanti di idrogeno per utilizzazioni mobili e anche fisse come l’H2M o Hydrogen mobility e l’Ecovillaggio a idrogeno in fase di progettazione utilizzando tecniche di costruzione efficientissime e con pochissimi rifiuti come la manifattura additiva (stampa 3D) e l’uso di materiali naturali e non legati all’industria del cemento, quali la canapa e altri materiali naturali a km zero.

Il villaggio a idrogeno sarà in armonia con la natura e il patrimonio culturale e naturale tradizionale, puntando alla qualità della vita degli esseri umani e degli abitanti del pianeta, in una ballata che ci proporrà sempre nuove avventure e una lenta navigazione ferma e sicura verso quel futuro verde che Nicola aveva visto prima di tutti e che ora, grazie a lui, cominciamo a intravedere anche noi!










