#SpecialeEuropa sulla sessione plenaria del 9-12 febbraio 2026 al Parlamento europeo per rafforzare la risposta dell’Unione Europea agli #eventi #meteorologici #estremi dopo il Ciclone Harry, che all’inizio dell’anno ha compito in modo drammatico anche alcune regioni del sud Italia. Inoltre, in prima lettura con votazione finale, le decisioni sulla #Normativa #climatica dell’Unione Europea con #riduzione delle #emissioni del 90% entro il 2040
Martedì 10 febbraio, il Parlamento europeo discuterà su come rafforzare la capacità UE di prevenire e affrontare gli eventi meteorologici estremi, dopo i recenti disastri nell’Europa meridionale.
Gli eurodeputati interrogheranno la Commissione sulle misure da intraprendere per prevenire e prepararsi alle catastrofi naturali, in particolare rispetto alla recente Strategia europea per l’Unione della preparazione, nonché sul sostegno ai Paesi dell’UE colpiti, anche attraverso il rafforzamento della protezione civile e dei relativi finanziamenti.
All’inizio del 2026, oltre all’Italia meridionale, sono stati colpiti da gravi eventi meteorologici anche il Portogallo e Malta, che hanno causato vittime e ingenti danni nelle zone costiere. Le tempeste hanno provocato inondazioni, frane e le onde più alte mai registrate nel Mediterraneo.
Per ulteriori informazioni >>> Studio del Servizio ricerca del Parlamento europeo (EN): QFP 2028-2034: protezione civile, preparazione e risposta alle crisi e Commissione europea: conseguenze dei cambiamenti climatici
Normativa climatica dell’UE: riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040
Sempre martedì 10 febbraio, gli eurodeputati decideranno anche se introdurre un nuovo obiettivo vincolante per l’UE di riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2040. Il Parlamento voterà un accordo politico provvisorio con il Consiglio che modifica la legge sul clima dell’UE e fissa un nuovo obiettivo climatico intermedio e vincolante per il 2040, pari a una riduzione del 90% delle emissioni nette di gas a effetto serra (GES) rispetto ai livelli del 1990.
Se approvato, dal 2036 sarà possibile coprire fino a 5 punti percentuali dell’obiettivo di riduzione delle emissioni nette dell’UE per il 2040 attraverso crediti di carbonio internazionali di alta qualità provenienti da paesi partner. Tali crediti potranno infatti essere utilizzati esclusivamente per i settori non regolamentati dal sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) e dovranno provenire unicamente da paesi partner i cui obiettivi e politiche climatiche siano compatibili con quelli dell’Accordo di Parigi. L’introduzione dell’ETS2 dell’UE sarà inoltre rinviata di un anno, dal 2027 al 2028. L’ETS2 riguarda le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione di carburanti negli edifici e nel trasporto stradale.
La normativa climatica europea ha fissato l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 come obbligo giuridicamente vincolante per tutti gli Stati membri dell’UE. Stabilisce inoltre un obiettivo giuridicamente vincolante di riduzione delle emissioni nette di GES di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.
Per ulteriori informazioni sulla procedura legislativa ordinaria (accordo in prima lettura con votazione finale) cliccare qui >>> Procedura (EN/FR)
Studi del Servizio ricerca del Parlamento europeo:
- Obiettivo climatico dell’UE per il 2040 (EN – maggio 2025)
- Modifica della normativa climatica europea (EN – 10.11.2025)
- Crediti internazionali di carbonio e obiettivi climatici dell’UE (EN – 05.06.2025)
fonte epitalia – 5 febbraio 2026










