82 giovani Ibis eremita (esemplare nell’immagine di copertina) sono attualmente particolarmente vulnerabili al rischio di elettrocuzione. Ma la minaccia va ben oltre la conservazione della specie: l’elettrocuzione dell’avifauna può infatti provocare incendi della vegetazione e delle aree boschive, un rischio sempre più rilevante e crescente in un contesto caratterizzato dall’aumento delle temperature, da periodi di siccità estrema e da paesaggi sempre più aridi. Per questo, Waldrappteam lancia un urgente appello internazionale ai decisori politici e ai gestori delle reti elettriche affinché mettano rapidamente in sicurezza, in modo sistematico e capillare, i pericolosi tralicci e pali delle linee elettriche a media tensione.
Mutters, 31 Agosto 2026 – La stagione riproduttiva 2026 è stata eccezionalmente positiva per la popolazione europea di Ibis eremita: complessivamente, 82 giovani esemplari si sono involati nei quattro siti riproduttivi di Burghausen, Kuchl, Überlingen e Rosegg. Ma proprio ora, i giovani, ancora inesperti, stanno entrando in una fase particolarmente rischiosa. Esplorano nuove aree di alimentazione e utilizzano frequentemente i pali delle linee elettriche a media tensione come punti di sosta.
I pali delle linee elettriche a media tensione privi di adeguate protezioni isolanti rappresentano una delle principali minacce per la popolazione europea di Ibis eremita. Se un uccello entra contemporaneamente in contatto con un componente in tensione e uno collegato a terra, oppure con due conduttori a potenziale diverso, una corrente elettrica può attraversare il suo corpo, provocandone l’elettrocuzione.
Il caldo persistente e la siccità che interessano gran parte dell’Europa stanno portando alla ribalta anche un altro grave rischio secondario: l’elettrocuzione dell’avifauna può innescare incendi di vegetazione e boschivi. Se il piumaggio di un uccello prende fuoco durante un’elettrocuzione e l’uccello in fiamme cade su erba secca, cespugli o lettiera forestale, può immediatamente scatenare un incendio. Mettere in sicurezza i pali elettrici pericolosi va quindi ben oltre una semplice misura di conservazione delle specie: di fronte all’aumento del rischio di caldo, siccità e incendi, sta diventando sempre più importante anche per la protezione degli habitat, delle infrastrutture e delle persone.
L’elettrocuzione è una delle minacce prevenibili più gravi.
L’elettrocuzione è responsabile di circa il 40 percento della mortalità tra gli Ibis eremita. Tassi di mortalità altrettanto elevati sono stati documentati anche per numerose altre specie di uccelli, tra cui cicogne, aquile, nibbi, poiane, gufi, avvoltoi e corvidi.
Il rischio può essere ridotto significativamente con misure tecniche relativamente semplici. Le linee possono essere isolate intorno ai pali, i conduttori e altri componenti sotto tensione possono essere ricoperti, oppure le strutture di posatoio possono essere progettate in modo che gli uccelli non possano toccare contemporaneamente componenti a potenziale elettrico diverso, chiudendo così un circuito. Queste misure di protezione sono tecnicamente collaudate, possono essere realizzate rapidamente e risultano economicamente vantaggiose in rapporto ai benefici protettivi che offrono.
“Oltre il 40 percento della mortalità degli ibis eremiti è causata da elettrocuzione – difficilmente un’altra singola misura di conservazione può avere un impatto così significativo per numerose specie di uccelli minacciate con uno sforzo così gestibile”, afferma Johannes Fritz, direttore di Waldrappteam Conservation & Research.
L’elettrocuzione dell’avifauna può scatenare indendi boschivi
Studi internazionali dimostrano che l’elettrocuzione degli uccelli può effettivamente provocare incendi. In Spagna, nell’arco di dodici anni sono stati documentati almeno 30 incendi riconducibili all’elettrocuzione di uccelli. Uno studio condotto negli Stati Uniti ha registrato complessivamente 44 incendi della vegetazione causati dall’elettrocuzione di uccelli tra il 2014 e il 2018. Il più grande incendio documentato ha interessato più di 4.000 ettari. Il numero reale è probabilmente ancora maggiore, poiché nelle statistiche sugli incendi la causa viene spesso indicata genericamente come “linea elettrica”.
«L’attuale situazione di siccità estrema aumenta il rischio che l’elettrocuzione dell’avifauna possa provocare anche incendi. I decisori politici e i gestori delle reti elettriche hanno la responsabilità di dare ora priorità alla messa in sicurezza dei pali pericolosi e di definire quadri normativi vincolanti, nell’interesse della conservazione delle specie, ma anche per proteggere gli habitat, le infrastrutture e le persone», afferma Bernhard Gönner, responsabile amministrativo del progetto LIFE Ibis eremita presso lo Zoo di Schönbrunn.

Germania e Svizzera dimostrano che le morti per elettrocuzione possono essere prevenute
In Germania, la legge impone ai gestori delle reti elettriche di mettere in sicurezza per gli uccelli i pali pericolosi delle linee a media tensione e di adeguare anche le strutture già esistenti. Di conseguenza, negli ultimi anni, nelle aree riproduttive tedesche di Burghausen, in Baviera, e Überlingen, sul Lago di Costanza, sono stati registrati solo casi isolati di morte per elettrocuzione di Ibis eremita. In altri Paesi europei in cui la specie è presente, invece, numerosi Ibis eremita continuano a morire a causa di pali privi di adeguate protezioni.
Anche la Svizzera ha adottato importanti misure legislative: le nuove linee elettriche devono essere progettate in modo da garantire la sicurezza degli uccelli, sia rispetto al rischio di collisione sia a quello di elettrocuzione, mentre per le strutture esistenti che presentano rischi sono previsti interventi di messa in sicurezza entro il 2040 al più tardi. Questi esempi dimostrano che le morti per elettrocuzione sui pali delle linee a media tensione possono essere prevenute. Le soluzioni tecniche sono note, efficaci e disponibili.
Nell’ambito del progetto europeo LIFE, Waldrappteam collabora con le autorità e i gestori delle reti elettriche per individuare e mettere in sicurezza i pali pericolosi delle linee a media tensione. In Austria, sono in corso interventi di messa in sicurezza dei pali a più alto rischio nelle vicinanze delle aree riproduttive dell’Alta Austria, del Salisburghese e della Carinzia.
Appello urgente ai decisori politici e ai gestori delle reti elettriche
Tuttavia, la messa in sicurezza mirata dei singoli pali a maggior rischio non è sufficiente. Waldrappteam chiede ai decisori politici e ai gestori delle reti elettriche di attuare rapidamente programmi vincolanti per la messa in sicurezza sistematica dei pericolosi pali delle linee a media tensione.
Sono necessari requisiti normativi chiari, scadenze vincolanti e interventi sistematici e preventivi su intere aree a rischio. Le strutture pericolose devono essere messe in sicurezza prima che altri uccelli vengano uccisi o che le elettrocuzioni possano provocare incendi. Ogni palo messo in sicurezza previene morti evitabili e contribuisce a proteggere gli uccelli, gli habitat e le persone.

Sul Progetto LIFE Ibis Eremita:
Il progetto LIFE20 NAT/AT/000049 | LIFE NBI è realizzato dal 2022 al 2028 da dieci organizzazioni partner, sotto il coordinamento dello Zoo di Schönbrunn, ed è cofinanziato dall’Unione Europea. L’obiettivo è costituire in Europa una popolazione di Ibis eremita migratrice, stabile e autosufficiente nel lungo periodo. Tra le principali azioni rientrano la creazione di nuove colonie riproduttive, la riduzione della mortalità causata dall’elettrocuzione e dalla caccia illegale, la protezione degli habitat idonei e lo sviluppo di nuove rotte migratorie come strategia di adattamento ai cambiamenti climatici










